Translate!

English Chinese (Simplified) French German Japanese

Newsletter: iscriviti!

Devi prima registrarti per poterti iscrivere ad una newsletter.
No account yet? Register

Statistiche

statistiche contatore

Siti Amici

Intel e Sandy Bridge: errori di gioventù SATA II nel chipset. Ora corretti
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Febbraio 2011 08:00

Intel_Sandy_Bridge_bug_SATA

Riprende la commercializzazione e diffusione ai partner dei nuovi chipset Intel Sandy Bridge. Offerti in una nuova revision che annienta completamente un problema intrinseco del chipset relativo alla incorretta gestione dei drive SATA II, causata da una tensione troppo elevata.

E' incredibile come, in soli venti anni, lo sviluppo di microarchitetture CPU abbia raggiunto un eccezionale sviluppo, trainato dai colossi Intel e AMD. Poche migliaia di transistor nei primi chip hanno lasciato spazio a un imponente numero di giunzioni tripolari ora ridotte fino alle dimensioni di 32 nanometri; transistori raggruppati, in un medesimo minuscolo die in silicio, in diverse aree ciascuna atta a portare a termine uno specifico compito impartito da istruzioni software.

Un tale livello di sviluppo è ovviamente accompagnato da un incremento della complessità circuitale, che deve a sua volta fare i conti con nuove sfide che i ricercatori si pongono. E che rispondono tutte a non ambigui comandi imperativi: miniaturizzare, potenziare, aggiungere funzionalità.

Una breve introduzione come questa non è sicuramente propriamente rappresentativa dello scenario con cui convivono i migliori esperti di innovazioni in campo di microarchitettura hardware, ma probabilmente potrà darvi una piccola idea della mole di variabili in gioco da gestire e tenere sotto controllo. In fondo una CPU può essere vista come una catena di montaggio: ricevuta una istruzione tramite il bus di sistema la manipola attraverso dei building block interni affinchè essa venga completamente snocciolata, compresa e portate a termine (ovvero eseguita).

Il refresh o il completo rinnovamento di una microarchitettura è un arduo compito spesso accompagnato dal riscontro di "bug di gioventù" non subito individuati durante preliminari test interni necessari affinchè un determinato "pezzo" della "catena di montaggio" risponda stabilmente agli input fornendo output certi e disambigui.

Forse ricorderete il bug delle ALU di alcune CPU AMD sfornate sul mercato ormai diversi anni fa. Ma un nuovo processore a volte non sbaglia solo a far di conto. Le variabili in gioco tendono quasi letteralmente all'infinito, e riuscire a testarle tutte non è sempre semplice.

Intel, ad esempio, è in procinto di consolidare il lancio della sua nuova microarchitettura per computer denominata Sandy Bridge, che segna importanti novità e una nuova piccola grande svolta nel mercato dei chip in silicio.

Intel_Sandy_Bridge_bug_SATA

Sandy bridge segue Westmere a 32nm. La prima è una nuova architettura che manterrà i 32 nanometri (rispettando quindi la successione delle fasi "tick-tock" che prevede un'alternarsi di nuovo processo produttivo e riduzione del processo produttivo altrimenti noto come die-shrink). Sandy Bridge consisterà essenzialmente in CPU quad-core native ed octo-core native. Con Sandy Bridge Intel terminerà il ciclo delle CPU a 32 nanometri. "Sandy" porterà con sè l'integrazione di una GPU non semplicemente sullo stesso PCB del processore: si parla di GPU intesa come parte integrante del medesimo die in silicio costituente la CPU vera e propria. La grafica integrata sarà talmente integrata da condividere la cache L3 con la CPU.

Con Sandy Bridge Intel ha dovuto affrontare un fastidioso problema non subito rilevato riguardante il bus di comunicazione dati SATA. La problematica affliggeva il controller integrato nel chipset per piattaforme basate sul nuovo socket LGA 1155. In un ristretto numero di motherboard munite di tale controller, infatti, in pochi anni (circa 3) si poteva verificare un costante degrado delle performance nel trasferimento dati via SATA II accompagnato inizialmente dalla generazione di numerosi errori di scrittura/lettura, per poi passare ad un drastico calo delle prestazioni e terminale con un mancato riconoscimento delle periferiche SATA collegate al controller stesso. Per fortuna, senza apportare alcun danno agli hard disk connessi all'interfaccia difettosa.

Intel_Sandy_Bridge_bug_SATA

Più tecnicamente parlando, il problema risiede in una tensione di alimentazione troppo elevata gestita da un transistor dedicato della circuitistica PLL che pilota la frequenza di clock operativa delle porte SATA II. La tensione non nominale causa la generazione di una corrente di dispersione che provoca tali malfunzionamenti. Chi di voi avrà masticato le basi di funzionamento di un transistore probabilmente ricorderà come le correnti in gioco, per quanto piccole esse siano, necessitano di essere stabilizzate entro certi valori per evitare che il transistor entri in una zona di saturazione oppure interdizione. Inoltre, è necessario impostare una appropriata "armonia" tra le correnti di base e collettore affinchè l'emettitore eroghi un valore di corrente stabile e controllato.

Dei chipset prodotti, soltanto un numero compreso tra il 5 ed il 15% sarebbe afflitto da tale problematica. Ci riferiamo nello specifico ai chip denominati Intel P67 ed H67. Inoltre, paradossalmente la nuova e ancora poco matura interfaccia SATA 3, finalmente ufficialmente introdotta da Intel nel suo chipset, non era afflitta da tale problematica. Nè tantomeno controller SATA di terze parti installate sulle motherboard Sandy Bridge avrebbero dato problemi. Il pericolo, insomma, era ristretto unicamente al controllore SATA II da 3Gbps dell'ICH di Intel.

A seguito di tali anomalie non da subito riscontrate, Intel ha deciso di sospendere la commercializzazione dei chipset per Sandy Bridge per evitare che i partner (costruttori di motherboard, ndr) implementassero chip difettosi sulle loro motherboard, destinate successivamente a richiami di massa e sostituzioni agli utenti finali che avrebbero riscontrato la problematica.

Una pronta mossa che ha evitato quindi un problema generalizzato, ha permesso nel frattempo ad Intel di correggere tale bug e di riconfermare la commercializzazione e diffusione definitiva dei chipset Sandy Bridge, in una nuova revision denominata B3, a partire dalla metà di questo mese. Molto probabilmente da marzo in poi sarà possibile acquistare una motherboard con chipset B3.

Le precedenti soluzioni B2 non vedranno la discarica: poichè non si spreca nulla, Intel ha deciso di offrire ugualmente tali soluzioni caratterizzate da bug all'SATA II offrendole ai produttori di sistemi che offriranno il chipset all'interno di computer maggiormente "embedded", in previsione cioè di sfruttare unicamente l'SATA III integrato che, come prima evidenziato, non risente di alcun problema. E di congelare le porte SATA II.

Intel_Sandy_Bridge_bug_SATA

Commenti (2)add comment
0
noob: ...
Magari le B2 nei PC pre-assemblati non starebbero male, l'importante è che non costino troppo!
1

febbraio 09, 2011
62
admin: ...
Concordo! magari con un bel "WARNING: don't use SATA II ports!!" smilies/cheesy.gif

Paolo - Admin
2

febbraio 11, 2011

Scrivi commento
più piccolo | più grande

busy

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:

 
Copyright © 2009 InformaticaEasy. Tutti i diritti riservati.
E' vietata la riproduzione di qualunque contenuto del sito senza aver richiesto autorizzazione.
  Le recensioni e gli articoli sono scritti e di esclusiva proprietà di Paolo Vinella; se presenti su altri siti/forum, sono stati inseriti dallo stesso
 
Sito realizzato e gestito da Paolo Vinella.