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Short stroke: ecco la tecnica a costo zero che velocizza gli hard disk

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short stroke hard disk

La tecniche dello Short Stroke è sempre più in voga tra gli utilizzatori di hard disk; poichè la riprenderemo a breve (credo tra non più di una settimana) su InformaticaEasy.net tramite una recensione che ne vedrà il primo esempio applicativo sul sito, la introduciamo sin da ora.

Il processo di Short stroking, che può applicarsi tipicamente ad un hard disk tradizionale a piatti magnetici, permette di ridurre la capacità del drive per migliorare le sue prestazioni. Ci sono benefici del short stroke in ogni disco meccanico, indipendentemente se essi sono utilizzati in qualunque tipo di array RAID oppure singolarmente.

Cerchiamo di capire meglio. Innanzitutto è bene ricordare che i piatti di un disco meccanico ruotano ad una velocità costante, ma i settori localizzati ai bordi dei piatti sono archiviati nella stessa area di quelli prossimi al centro. Come risultato, i settori più esterni possono essere letti più velocemente (in termini di MB/s) rispetto a quelli al centro del piatto. In altri termini più intuitivi (o forse più fisico-geometrici): la testina del disco, per ripassare da un punto a distanza costante dal centro, impiegherà tanto più tempo quanto maggiore è questa distanza. Questo perchè, nello stesso intervallo di tempo, presi due punti situati su un raggio del piatto e presenti a distanze diverse dal centro dovranno necessariamente compiere una rotazione completa. Dunque, a parità di tempo e al crescere dello spazio da dover percorrere in tale frangente, dovrà necessariamente aumentare la velocità spaziale.

Tale fenomeno può essere viso in qualunque programma di benchmark per hard disk drive: i transfer rate decadono esponenzialmente mentre la testina si muove verso il centro dei piatti.

Con il short stroke si crea semplicemente una piccola partizione all'"inizio" (corona circolare più esterna) dei piatti del drive, in modo da forzare il sistema operativo ad usare soltanto l'area più veloce del drive, incrementando le velocità di trasferimento dati. Sia in termini di scrittura che di lettura.

hard disk

Un ulteriore beneficio di questo processo è che la limitazione alla scrittura dei dati all'interno di un'area ridotta consente alla testina di evitare spostamenti in punti molto distanti tra loro. Ciò comporta una significativa riduzione dei tempi di accesso.

Gli effetti di questa tecnica possono, di nuovo, essere visti utilizzando un tool di benchmarking: noteremo che i transfer rate rilevati dal software di test risulteranno essere omogenei e molto meno "decadenti" lungo la partizione creata. Al contempo, il tempo di accesso diminuirà significativamente. Ribadisco che a breve, facendo uso di una recensione di imminente pubblicazione qui su InformaticaEasy.net, coglieremo l'occasione di tradurre in prove sul campo tangibili questa tecnica.

Non c'è una percentuale specifica del drive da essere riservata a tale partizione per ottenere i migliori risultati: ogni utente dovrebbe decidere a seconda se avere migliori prestazioni (e quindi meno spazio) oppure più GB a disposizione (e conseguentemente minori prestazioni). Solitamente è comune utilizzare porzioni del disco in un range tra il 10% ed il 25% dello spazio complessivo.

E' ovviamente sempre possibile partizionare ed utilizzare lo spazio rimanente del disco per storage addizionale, tuttavia ogni volta che tale spazio verrà interessato da operazioni di lettura e scrittura verranno persi, temporaneamente, i vantaggi dello short stroking.

Potete testare i benefici della tecnica short stroke in modo rapido oppure in maniera più "definitiva". Nel primo caso vi basta infatti installare il software di benchmark HD Tune che permette di testare il drive anche in questa modalità (in pratica viene creata una partizione "fittizia", ovvero il test di benchmarking è limitato all'area più esterna del drive). Nel secondo caso, ovvero per creare davvero una partizione, basta inizializzare il drive (formattandolo completamente) e quindi creare una piccola partizione. Normalmente la prima delle partizioni ricreate sul drive viene localizzata sul bordo più esterno dei piatti.

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