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Soliware S100 128GB, un drive SSD altamente performate
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Scritto da Administrator   
Giovedì 13 Novembre 2008 09:10

Soliware SSD

Soliware è un produttore di unità SSD; offre prodotti di medie ed alte performance, organizzati per "fascia di prezzo". In questo articolo, si tratterà un'analisi da vicino dell'unità più prestante prodotta dall'azienda: il modello S100 da 128GB, che offre alti transfer rate e bassissime latenze.

Non è stato possibile realizzare personalmente una recensione in quanto l'azienda non consente normalmente tale procedura (cessione temporanea di un sample per l'analisi); su consiglio dell'azienda, l'unico modo per poter analizzare un prodotto Soliware è quello di acquistarlo. L'azienda si è ugualmente dimostrata disponibile a fornirmi indicazioni utili per poter analizzare, sulla base di test condotti da terzi, le performance del drive. Un doveroso grazie, quindi, a Soliware, per la sua cordiale disponibilità.

I dati di seguito riportati (relativi a performance, latenze, I/O al secondo,...) si assumono come veri, ma è doveroso ricordare che non è stato possibile, come già detto, recensire personalmente il prodotto. Per lo stesso motivo, anche le immagini sono state direttamente prelevate dal sito dell'azienda.

Di seguito verrà trattata l'analizi del modello di SSD più prestante proposto dall'azienda. Appartiene alla serie S100 e si tratta del modello di taglio maggiore, ovvero da 128GB (le altre capienze disponibili sono 64GB e 32GB). Tale capienza è quella massima di qualunque SSD prodotto da Soliware.

Il form factor è pari a 2,5 pollici, mentre l'interfaccia adottata per la serie S100 è SATA oppure PATA. La cache integrata è pari a ben 128MB; l'impiego di una cache così altamente capiente consente di aumentare la vita utile del drive, in quanto consente di tenere in memoria i dati ri chiesti più di frequente e più recentemente, senza dover sollecitare i chip NAND costitutivi della "memoria di massa" vera e propria. I singoli chip che compongono l'unità SSD sono di tipo NAND Flash e di tipo MLC.

L'azienda garantisce una velocità massima di lettura e di scrittura pari a 110MB/s; altro dato importante è il tempo d'accesso pari a soli 0,1 millisecondi (in linea con le unità SSD di aziende concorrenti).

Il consumo in Watt è davvero irrisorio, e varia da un minimo di 1W ad un massimo di 3W. Il Mean Time Between Failure (MTBF) dichiarato è pari a 1.000.000 di ore. Tuttavia sul file PowerPoint che l'azienda Soliware mi ha inviato viene assicurato un MTBF maggiore di 2.000.000 di ore. Il range di temperature entro cui l'SSD può operare varia da un minimo di -40°C ad un massimo di 85°C. Implementata anche la funzionalità ECC (Error Correction Coding), un particolare algoritmo messo in atto dal firmware del drive per correggere eventuali errori.

Di seguito, una tabella illustrante i prodotti della Soliware:

SoliWare SSD product line

Alcune foto da vicino del drive; l'involucro sembra in alluminio e, in realtà è così, la dissipazione termica è adeguatamente ottimizzata.

Soliware SSD
 
Solidata SSD

L'S100 da 128GB dispone di interfaccia SATA. Ben visibili, nella foto sottostante, il connettore dati ed alimentazione Serial ATA. Non si tratta quasi certamente di SATA2, per due motivi: sia perchè Soliware menziona l'adozione di tale tecnologia, ma anche a causa dell'assenza deljumpre di limitazione di banda (SATA2→SATA1) presente sul retro dei drive SATA2.

Soliware SSD

La piattaforma utilizzata per il test si compone di:

  • Motherboard: ASUS P5K SE
  • CPU: Intel Celeron 420 1.6GHz
  • RAM 1GB DDR2
  • South Bridge: ICH9
  • Sistema Operativo: Microsoft Winows XP Professional SP3

I programmi di benchmark utilizzati sono:

  1. HD TACH full bench run for sustained transfer speed
  2. ATTO Bench32
  3. IOMETER for random write @ 512B

Di seguito, i risultati ottenuti:

Partiamo con HD Tach. Dal grafico si evidenzia la velocità in lettura e in scrittura effettuate per tutta la dimensione dell'SSD (l'immagine è stata parzialmente ritagliata da destra per motivi di spazio). Le velocità media di lettura si attesta sui 104MB/s, mentre quella media di scrittura è pari a 111MB/s. Nel grafico notiamo che, a differenza degli hard disk tradizionali, nelle unità SSD non c'è perdita di transfer rate spostandosi da una zona all'altra. Peccato per il burst speed, paradossalmente inferiore a quello del'SATAI. Fortunatamente, non costituisce comunque un collo di bottiglia in quanto superiore alle velocità di scrittura e lettura effettive. L'utilizzo della CPU è stato pari al 7% (non dimentichiamo che si tratta di un Celeron...), mentre il tempo d'accesso registrato dal software è pari a 0.1 millisecondi.

hd tach
 
ATTO Disk Benchmark mostra le velocità di scrittura e lettura in funzione della grandezza del file da scrivere o leggere. Le velocità registrate sono tutte più che ottimali:
atto disk

Infine IoMeter mostra gli Input/Output al secondo di cui è capace l'hard disk a stato solido:

IoMeter

Vantaggio sottolineato da Soliware è l'elevato numero di I/O random al secondo di cui sono capaci gli SSD: in lettura raggiungono quota 15.000 e in scrittura gli 800. Gli hard disk, invece, sono di molto al di sotto di questi valori.

Concludiamo l'analisi con qualche nota sull'azienda. Soliware ha indirizzato la sua produzione verso gli SSD in quanto ha ben compreso che, nel tempo, le velocità di trasferimento delle CPU sono aumentate, mentre per quanto riguarda gli hard disk c'è stato un ristagno. In effetti, analizzando i grafici riportati da Solidata, dal 1999 al 2007, le CPU si sono evolute garantendo un trasferimento dati da 100MB/s iniziali, fino a giungere a 400MB/s. Ben diversa la situazione degli hard disk: il boost prestazionale è pressochè nullo: da poco meno di 100MB/s si è giunti a circa 120MB/s. Soliware si pone come obiettivo primario eliminare questo ristagno delle performance dei drive di memoria secondaria, proponendo SSD caratterizzate da alti transfer rate e bassissime latenze. Soliware crede inoltre che in futuro sempre più notebook effettueranno la migrazione agli SSD, e propone la possibilità di connettere questi velocissimi drive direttamente al NorthBridge, evitando il passaggio intermedio di connessione al SouthBridge. Col tempo, anche i BIOS dovrebbero essere maggiormente ottimizzati per i drive a stato solido.

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