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Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche - 2) Elenco controller e drive che li adottano. JMicron 602: il controller pestifero

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Indice
Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche
1) Introduzione
2) Elenco controller e drive che li adottano. JMicron 602: il controller pestifero
3) Latenza e scritture random: il vero collo di bottiglia
4) Gli SSD ''rallentano'' quando vengono riempiti, ma non dovrebbero
5) L' ''anatomia'' di un SSD
6) Il parallelismo degli SSD e il problema della cancellazione dei dati
7) Indirizzamento, lettura, scrittura e sovrascrittura dei dati
8) Come funziona l'SSD e perchè le sue prestazioni degradano
9) Come aggirare il problema del degrado di performance
10) Il comando TRIM: cos'è e come funziona
11) Come ripristinare il drive alle sue originali performance
12) Test: SSD nuovo vs SSD usato/pieno
13) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

Il sito web www.nexthardware.com ha riportato una interessante tabella che riassume quale tra i principali controller per SSD è utilizzato da ciascuno dei principali SSD al momento offerti sul mercato. Per ogni modello di drive a stato solido menzionato, sono inoltre riportate alcune informazioni tecniche collaterali (tipo di NAND: SLC oppure MLC):

ssd e controller

Uno dei primi SSD recensiti su AndTech è un drive PATA da 1,8'' di Samsung progettato per il MacBook Air: da un confronto con l'HDD meccanico stock, tale SSD non entusiasmava affatto, soprattutto dal punto di vista dei prezzi ($1000). In realtà, sebbene i benchmark non evidenziassero sostanziali incrementi prestazionali rispetto all'HDD, nell'uso quotidiano l'SSD era decisamente più veloce.

Seguì la recensione di un drive Super Talent con memorie MLC e controller JMicron: tale azienda iniziò ad affermarsi come produttrice di controller per dischi a stato solido a basso costo. Dopo qualche entusiasmo iniziale, AnandTech si è resa conto, durante la recensione di tale drive e soprattutto nell'uso quotidiano, che spesso accadevano fenomeni di stuttering: il sistema di bloccava per qualche frazione di secondo. Idem con altri SSD basati sul medesimo controller (G.Skill, OCZ, Patriot e Silicon Power).

In questo periodo emerse sul mercato il primo SSD di Intel, l'X25-M. L'aziena affermava che tale drive sarebbe stato differente dai classici SSD Jmicron-based. Neppure i Samsung avevano problemi di stuttering. Il problema era la cache: il controller JMicron utilizzato in questi drive non supportava DRAM esterne, mentre i controller di Intel e Samsung si.

Oltre allo stuttering, i drive basati su controller JMicron avevano sostanziali problemi di performance nella scrittura random. Questi MLC economici, infatti, erano stati progettati per fornire il massimo transfer rate: la loro velocità di scrittura e lettura sequenziale era infatti ottima, ma l'unità entrava in crisi nell'utilizzo random. E questo è un problema importante, poichè i moderni sistemi operativi tendono a leggere e scrivere i dati in maniera molto casuale. E spesso i dati a cui si accede sono raramente grandi, solitamente pari a qualche KB.

Tali SSD erano poco maturi: dopotutto questa tecnologia era inizialmente identica a quella usata per costruire pendrive USB e CompactFlash, non hard drive veri e propri.

Un SSD Jmicron JMF602B, MLC, vanta una velocità di lettura di 134,7 MB/s: decisamente meglio dei 118MB/s di un VelociRaptor di Western Digital. In realtà, se consideriamo le performance random di scrittura, la tipologia di SSD appena menzionata scrive ad una velocità di 0,02 MB/s (con access time di ben 532,2 ms), mentre il Velociraptor assicura 1,63 MB/s e tempo di accesso di soli 7,2 ms. Il Velociraptor risulta dunque 70 volte più veloce!

jmicron vs velociraptor

Le performance di scrittura random rappresentano il parametro forse più importante nel considerare un SSD prestante piuttosto che lento.




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