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Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche - 3) Latenza e scritture random: il vero collo di bottiglia

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Indice
Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche
1) Introduzione
2) Elenco controller e drive che li adottano. JMicron 602: il controller pestifero
3) Latenza e scritture random: il vero collo di bottiglia
4) Gli SSD ''rallentano'' quando vengono riempiti, ma non dovrebbero
5) L' ''anatomia'' di un SSD
6) Il parallelismo degli SSD e il problema della cancellazione dei dati
7) Indirizzamento, lettura, scrittura e sovrascrittura dei dati
8) Come funziona l'SSD e perchè le sue prestazioni degradano
9) Come aggirare il problema del degrado di performance
10) Il comando TRIM: cos'è e come funziona
11) Come ripristinare il drive alle sue originali performance
12) Test: SSD nuovo vs SSD usato/pieno
13) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

Il nostro PC con sistema operativo appena installato è certamente più reattivo rispetto ad un ambiente software con decine e decine di programmi installati a posteriori: più applicazioni vengono eseguite in background, il sistema non è più così reattivo e a volte si incorre in inesorabili crash o enormi rallentamenti. La causa principale è rappresentata dall'aumento sostanziale delle richieste di scrittura e lettura al sottosistema di Input/Output. In quest'ottica, mentre la CPU è in grado di computare un enorme quantitativo di dati in parallelo, i nostri hard disk non sono così propensi al multitasking. In quest'ottica, sono le latenze a fare la differenza, ovvero il lasso di tempo intercorrente tra dato richiesto e dato restituito dal drive.

Il bench Average Read Access di Everest scrive un mucchio di file in maniera casuale sul disco e misura quanto tempo è necessario per poi accedere a tali file. E' uno scenario comune nell'uso quotidiano di un PC e tra i più rappresentativi: è ciò che accade mentre si esegue una applicazione mentre sono in esecuzione altri task sul computer.

Il più prestante HDD per fascia consumer, il WD Velociraptor, ha una latenza in lettura random pari a 6,83 ms. L'SSD Intel X25-M offre una latenza infinitesimale, pari cioè a soli 0,11 ms. Una differenza di performance abissale rispetto all'HDD più veloce sul mercato.

x25 vs velociraptor latency

Ma ciò che sorprende di più è che la latenza è costante in un SSD indipendentemente da dove è memorizzato il dato: mentre un hard disk è più veloce quando il dato a cui si desidera accedere è più vicino alle testine di lettura/scrittura, a tutte le parti di un SSD si accede invece allo stesso modo.

Nella scrittura random (blocchi da 4KB) l'SSD Intel X25-M performa a 23 MB/s, decisamente meglio degli 1,6 MB/s del Velociraptor e del mezzo mega al secondo dei primi SSD basati su controller JMicron. Finalmente il mercato SSD ha sfornato un drive in grado di battere in qualunque scenario l'hard disk più veloce al momento disponibile.

x25 vs velociraptor transfer rates




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