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Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche - 9) Come aggirare il problema del degrado di performance

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Indice
Antologia di un SSD: alla scoperta dei principi di funzionamento e caratteristiche
1) Introduzione
2) Elenco controller e drive che li adottano. JMicron 602: il controller pestifero
3) Latenza e scritture random: il vero collo di bottiglia
4) Gli SSD ''rallentano'' quando vengono riempiti, ma non dovrebbero
5) L' ''anatomia'' di un SSD
6) Il parallelismo degli SSD e il problema della cancellazione dei dati
7) Indirizzamento, lettura, scrittura e sovrascrittura dei dati
8) Come funziona l'SSD e perchè le sue prestazioni degradano
9) Come aggirare il problema del degrado di performance
10) Il comando TRIM: cos'è e come funziona
11) Come ripristinare il drive alle sue originali performance
12) Test: SSD nuovo vs SSD usato/pieno
13) Considerazioni finali e conclusioni
Tutte le pagine

Non c'è granchè da fare per il problema appena descritto: semplicemente non si possono cancellare le pagine in un chip di NAND-flash senza interessare l'intero blocco.

Una possibile strategia per aggirare il problema è quella di "nascondere" dello spazio a disposizione sull'SSD. Riprendendo l'esempio appena concluso, l'SSD è capiente, per l'utente che lo utilizzerà, 20KB, ma in realtà abbiamo 24KB di memoria nel drive. I restanti 4KB possono essere utilizzati dal controller, che userà tale pagina in più anzichè scomodare la pagina invalida (la prima, quella inizialmente usata per archiviare il file di testo).

Tuttavia a questo punto si ripresenterà il problema di partenza, poichè abbiamo esaurito, anche con questa tecnica di "overflow", il numero di pagine a disposizione. Il problema è stato soltanto ritardato ma non risolto...

free space to rescue

Ovviamente, all'aumentare dello spazio "nascosto", diminuirà la problematica riscontrata. Ad esempio, l'SSD Intel X25-M contiene il 7,5 / 8% di spazio in più rispetto a quanto rilevato dal sistema operativo. La versione X25-E, più prestante, ha ancora più spazio "nascosto" a disposizione sebbene lo spazio utilizzabile dall'utente coincida con quello presente sulla versione X25-M.

Le scritture random interessano maggiormente l'ambito server: è per questo motivo che Intel ha adottato questa precauzione in maniera più marcata nel modello "E", destinata appunto a tale segmento.

Non scoraggiamoci: possiamo adottare questa precauzione anche sul nostro SSD (che sia o meno dotato di più o meno spazio nascosto a disposizione del controller). Ci basterà formattare il drive e partizionarlo subito dopo creando una partizione più piccola rispetto alla reale capacità dell'SSD: il controller userà lo spazio non partizionato come area di riserva per aggirare la problematica del degrado di performance. Geniale, vero?




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